ALTA VELOCITA’ FERROVIARIA PRAIA-TARSIA. ‘LA SCOSSA’: ‘FUORI DAL PARCO POLLINO SE SI DANNEGGIANO MONTI DI ORSOMARSO’

Il coordinatore dell’associazione “La Scossa”, Antonio Pappaterra ha scritto una lettera aperta al presidente del Parco Nazionale del Pollino, ai ministri della Transizione ecologica e delle Infrastrutture e, per conoscenza, al Gruppo RFI, al senatore Ernesto Magorno, al deputato Andrea Gentile e ai sindaci del versante calabrese del Parco.
La linea ferroviaria dell’alta velocità tra Praia a Mare e Tarsia prevederebbe nel progetto di creare un traforo che attraversa i Monti di Orsomarso, ai piedi del cozzo del Pellegrino.
Sarebbero così modificati i luoghi, in violazione della legge che ha istituito il perimetro dell’area protetta del Parco. Se il progetto venisse eseguito, La Scossa annuncia che sarà promotrice di una petizione per chiedere l’uscita dei comuni del Tirreno cosentino dal Parco del Pollino.
LA LETTERA DE “LA SCOSSA”

Oggetto: Progetto di fattibilità linea ferroviaria Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria, a rischio destino del Parco Nazionale del Pollino e del Tirreno Cosentino? Osservazioni al lotto 2.

          Gentile Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Onorevole Ministro della Transizione Ecologica, Onorevole Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili,

   Le risorse del PNRR che dovranno essere investite in Calabria per la realizzazione dell’opera ferroviaria in studio ed in programma da parte di RFI, ( Rete ferroviaria Italiana), pari ad 1 miliardo e 419,37 milioni di Euro, dovrebbero servire a costruire la nuova tratta ferroviaria dell’Alta Velocità nella Regione: a quanto pare perforando, con una galleria, l’area naturale protetta del Parco Nazionale del Pollino.  La realizzazione della tratta Praia a Mare  – Tarsia, riguardante il lotto 2 dello studio pubblicato dalla stessa RFI, genera sconcerto e preoccupazione nelle comunità locali.

         Dallo studio di fattibilità collegato alla realizzazione dell’intero itinerario della nuova linea ferroviaria, si evince che per realizzare il lotto 2 da Praia a Mare a Tarsia (CS),  RFI dovrebbe creare un traforo che attraversa i Monti di Orsomarso (CS), facendo passare l’Alta Velocità dal Fiume Lao nei pressi di Scalea e Santa Maria del Cedro (CS) e dalle sorgenti del fiume Abatemarco  ai piedi del cozzo del Pellegrino (1987 mslm), aprendo un foro estrattivo fra il Comune di Verbicaro (CS) e Grisolia (CS), allungando di oltre 40 km un tracciato che potrebbe essere realizzato con minore utilizzo di risorse se spostato sull’attuale asse ferroviario presente.

          Considerando che la regione Calabria presenta una realtà geologica variegata e non omogenea, caratterezzata dalla sismicità del luogo e da un equilibrio idrogeologico molto precario

          Si vuole ribadire alle SS.VV.II.,  destinatari di questa missiva pubblica, che la realizzazione delle linee di Alta Velocità cosi come programmate attualmente da RFI, andrebbero a minare le fondamenta legislative e istitutive del Parco Nazionale Del Pollino. Poiché la stessa legge Istitutiva delle aree protette in Italia, all’art. 10 coma 3 del Dgls 394/91, oltre alle varie direttive comunitarie sulle valutazioni di incidenza e altre leggi collegate come il DPR 357 del 08/09/1997,  vieta a tutti i cittadini del mondo di scavare cave, miniere, gallerie, pozzi all’interno delle aree naturali protette, nonché asportare materiale inerte , modificare equilibri geomorfologici dell’area, modificare il ciclo delle acque, anche sotteranee presenti, essendo di natura carsica. Inoltre, sempre la stessa legge che regola la gestione del territorio protetto e le attività politiche e istituzionali del Parco Nazionale del Pollino, vieta tassativamente l’utilizzo di mezzi da estrazione e perforazione all’interno del perimetro dell’area naturale in questione.

           Allo stesso tempo, si vuole altresì ribadire che se venisse approvato un progetto esecutivo dell’Alta Velocità, cosi come paventato da RFI attualmente, anche in deroga alla stesse legge 394/91, favorendo la perforazione dell’arco montuoso dell’area protetta, si andrebbe comunque a generare un conseguente disagio di disuaglianza fra i cittadini che vivono nel territorio del Parco Nazionale,  i quali per anni e con enormi sacrifici hanno rispettato la legge, proteggendo, conservando e valorizzando l’ambiente e la geomorfologia dei luoghi protetti.

          Ritengo, per ciò , necessario portare a vostra conoscenza le osservazioni qui esposte e sperare che venga scongiurata la realizzazione dell’opera cosi come programmata, anche al fine di salvaguardare il diritto dei cittadini dell’alto tirreno cosentino ad avere trasporti e linee ferroviarie eco-sostebili efficienti cosi come prescritto dall’Unione Europea per la distribuzione dei fondi PNRR che servirebbero a rompere il divario con il resto della Nazione e non a creare cattedrali nel deserto.

          Voglio ricordare alle SS.VV.II. , destinatari della missiva,  che in caso di approvazione esecutiva del lotto 2, tratta Praia a Mare – Tarsia, cosi come programmato da RFI e quindi la perforazione del cozzo del Pellegrino in area tutelata,  l’associazione da me rappresentata, sarà promotrice di una petizione allargata ai territori del Tirreno Cosentino ricadenti nell’arco montuso dei Monti di Orsomarso (CS), ai quali verrà richiesta l’uscita dall’Ente Parco Nazionale del Pollino, poiché verrebbe meno, paradossalmente,  la prerogativa della legge che ha istituito il perimetro dell’area protetta, il senso stesso di uguaglianza territoriale e leso un diritto costituzionale fondamentale quale è il rispetto dell’ambiente.

          A cosa servirebbe avere un Parco Nazionale che permetterebbe di sventrare territori e perforare montagne attraverso gallerie in cui si estraggono milioni di metri cubi di inerte, in sfregio anche alle popolazioni che hanno fatto sacrifici per conservare il territorio e rispettare la legge?

          Distinti Saluti

Orsomarso lì 22/02/2022

Il coordinatore del Movimento “La Scossa”

Alto Tirreno Cosentino

Antonio Pappaterra

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