AMBIENTE. SEQUESTRI E SANZIONI TRA LE PROVINCE DI CROTONE, COSENZA E CATANZARO

È stata denominata “Deep 3” l’operazione condotta nel quadrante jonico delle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, dei carabinieri del Comando Legione Carabinieri “Calabria” d’intesa con il Comando regionale Forestale, e che ha riguardato principalmente il controllo e la repressione di reati in materia ambientale.

Da Rocca Imperiale fino al crotonese sono state passate al setaccio attività imprenditoriali come autolavaggi, cementifici, caseifici, aziende zootecniche e agricole che avrebbero sversato in mare o nei fiumi gli scarichi delle acque reflue.

I campionamenti effettuati daranno nei prossimi giorni dei riscontri in termini della qualità delle acque dei fiumi.

Sono state elevate sanzioni per 15mila euro.

Sequestrati gli impianti di scarico di un cantiere navale e un cementificio, cinque aree adibite ad autolavaggi, un fabbricato adoperato come officina meccanica e circa 500 metri cubi di rifiuti speciali illecitamente stoccati.

I militari dello Squadrone Cacciatori hanno eseguito perlustrazioni in territorio impervio, risalendo alcuni corsi d’acqua, tra i quali i torrenti “Passovecchio”, “Lipuda” e “Tacina”, che sfociano in provincia di Crotone.

Nel dettaglio le attività produttive controllate riguardano tre ditte di autospurgo, 11 autolavaggi, 6 cementifici, 5 caseifici, 11 aziende agricole e zootecniche, 4 aziende agro alimentari, 4 lavanderie industriali, 4 aziende chimiche e di produzione di manufatti per l’utilizzo dei prodotti chimici. Le persone denunciate in stato di libertà sono i titolari di 6 autolavaggi, 3 caseifici, 3 cementifici, 1 azienda agricola, 1 azienda zootecnica, 1 cantiere navale, 1 mercatino dell’usato e 1 esercizio adibito a meccanico.

Abbiamo deciso di lavorare in maniera preventiva – ha detto il colonnello Gabriele Mambor, comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone – perché la stagione estiva sta iniziando e il mare è un bene di tutti e realizzare discariche su bacini fluviali non può passare impunito”. “Il controllo e la nostra attività – ha poi aggiunto Mambor – non si conclude qui perché il nostro obiettivo è tutelare il territorio, l’ambiente e le attività produttive”.

“Il nostro obiettivo è migliorare progressivamente le condizioni ambientali della Calabria – ha poi sostenuto il colonnello Giorgio Maria Borrelli, Comandante regionale Carabinieri Forestale – perché il danno ambientale una volta realizzato è irreversibile. Intendiamo ampliare le nostre operazioni di prevenzione sui vari aspetti che riguardano il territorio. Il prossimo step riguarderà sicuramente la prevenzione degli incendi boschivi“.

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