‘BATTUTA INFELICE’ CONDUTTRICE TVA VICENZA SI SCUSA CON BIMBO DI COSENZA E CALABRESI

L’Ordine dei giornalisti del Veneto ha avviato un’indagine sull’emittente TvA per la frase a sfondo razzista pronunciata durante la trasmissione “Terzo Tempo-Diretta Biancorossa” dalla conduttrice nei confronti di un bambino calabrese che esultava per la vittoria calcistica del Cosenza con il Vicenza.

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha inviato una lettera al presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, per chiedergli di intervenire nei confronti della giornalista.

“Lupi si nasce – aveva detto il piccolo al microfono dell’inviato della trasmissione e dallo studio la conduttrice ha risposto “E gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi in Pianura a cercare qualche lavoro”.

Credo sia incivile, bruttissimo, offendere un bambino di sette anni solo perché è calabrese, dicendogli che siccome è calabrese non potrà avere un futuro in Calabria – scrive il Governatore. Trovo questi pregiudizi odiosi e irritanti”.

Sul sito ufficiale dell’emittente veneta TvA sono anche comparse le scuse ufficiali della conduttrice: «È stata una battuta infelice che potevo evitare e che ha dimostrato una mancanza di tatto e di gentilezza. Mi scuso con il bambino, con la famiglia e con tutti coloro che si possono essere sentiti offesi».

L’emittente ricorda che «subito dopo l’ultima puntata di Diretta Biancorossa, andata in onda il 20 maggio, la conduttrice della trasmissione ha espresso le sue scuse sui canali social, riconoscendo l’errore in modo chiaro ed evidente. Scuse accettate dal padre del bambino e da alcuni gruppi di tifosi cosentini, come dimostrano i post sui social network. Dieci giorni dopo la partita tra il Cosenza e il Lanerossi, che ha decretato la salvezza dei calabresi e la retrocessione dei vicentini, quella battuta infelice è diventata un caso mediatico nazionale».
«Ribadisco le mie scuse al bambino, alla sua famiglia, ai tifosi del Cosenza e a tutti coloro che si sono sentiti offesi per una frase sbagliata che non rispecchia in alcun modo il mio pensiero e la mia sensibilità – aggiunge la conduttrice – io stessa sono di origini sarde, in Veneto per lavoro dei miei genitori, quindi non vi erano in me le intenzioni maligne che mi vengono attribuite dai numerosi commenti sui canali social, molti dei quali hanno oltrepassato ogni limite di decenza e di legge, ma di questo si occuperà nelle sedi opportune la magistratura».

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