REGGIO CALABRIA. CIMITERO DEI MIGRANTI, MORRONE: ‘CHIESA CI SARA’ SEMPRE PER GLI ULTIMI’

A Reggio Calabria si è tenuta la cerimonia di consegna del cimitero dei migranti della frazione collinare di Armo.

A presiederla è stato l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova Monsignor Fortunato Morrone.

Le tombe per i migranti e i poveri sono state realizzate grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Presente il direttore di Caritas Italia, don Marco Pagniello, il Prefetto Massimo Mariani ed e i sindaci facenti funzioni di Città metropolitana e Comune Carmelo Versace e Paolo Brunetti. La cerimonia è stata accompagnata dalla pioggia.

«Quest’opera di carità è un’opera politica. E lancio un messaggio a tutti i calabresi: non delegate mai – ha detto l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova e presidente della Cec, monsignor Fortunato Morrone, durante la cerimonia di consegna alla città del cimitero dei migranti e dei poveri di Reggio Calabria.

Anche le salite più irte, se ci mettiamo insieme, le possiamo affrontare. Questo posto significativo lo rappresenta in pieno: si può raccontare di una Reggio e di una Calabria che si prende cura di tutti i fratelli, perché – indipendentemente dalla confessione religiosa – siamo tutti figli di un unico Dio. La Chiesa ci sarà sempre per gli ultimi. Ce lo chiede il Vangelo. Ma questo non deve far dormire sugli allori quanti devono avere una visione politica della società. La questione dei migranti non può e non deve più essere gestita come un’emergenza».

La presenza di don Marco Pagniello, direttore nazionale di Caritas Italia, è stata anticipata dal messaggio che il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Zuppi ha voluto inviare per l’occasione. Proprio partendo dalle parole di Zuppi, don Pagniello ha spiegato come «Caritas Italia ha subito sposato questo progetto, sostenendolo con le proprie risorse e supportando il grande sforzo fatto dal territorio».

 «Questo luogo – ha aggiunto don Pagniello – deve essere un segnale forte che arriva alle Istituzioni nazionali ed europee: tutti hanno diritto di partire, tutti abbiamo il dovere di accogliere».

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