Mantova. Assolda appartenenti al clan Bellocco per 'punire' nipote e cognata: 9 arresti

29/11/2019

 I carabinieri del Ros insieme ai militari dei Comandi Provinciali di Mantova, Brescia, Padova e Reggio Calabria hanno arrestato 9 persone appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta Bellocco di Rosarno nell’ambito dell’operazione denominata “Hope”. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, sono partite dalla notizia di un’imminente azione aggressiva in Provincia di Mantova. Marta Magri, una 56enne mantovana, ha chiesto l’aiuto di Antonio Loprete, 56 anni, organico ai Bellocco, per compiere intimidazioni contro il nipote e la cognata della donna. Loprete aveva chiesto inizialmente l’intervento del nipote, Francesco Corrao, che però è stato arrestato a gennaio del 2018. Loprete allora ha deciso di effettuare la spedizione punitiva insieme al figlio Giuseppe, 26 anni, partendo dalla Calabria ma il primo tentativo fallì. L’incarico venne assegnato a  due padovani, Fabio Campagnaro, 49 anni, e Alberto Reale di 42, noti per reati fiscali e finanziari. Marta Magri li assoldò dietro pagamento di un importo iniziale di 3.000 euro. Il pestaggio, programmato per marzo 2018 venne sventato grazie all’intervento della polizia giudiziaria. A giugno il nipote della Magri subiva un’aggressione violenta da parte di alcuni soggetti che gli fratturarono la mascella. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito, in breve tempo, di stabilire la zia come mandante, i due padovani ed un veneto come committenti, un moldavo e due albanesi come esecutori materiali del pestaggio.

L’operazione di oggi ha inoltre portato all’esecuzione due ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Brescia,su richiesta di questa Direzione Distrettuale, nei confronti di due persone della provincia di Treviso, Alessandro Gnaccari di 43 anni e Gianluca Vendrasco di 40 per traffico illecito di rifiuti. Quest’ultima indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia, ha avuto avvio nell’ottobre del 2018 con il sequestro, a Soiano del Lago (BS), di un capannone industriale  all’interno del quale erano state illecitamente stoccate oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi artatamente classificati con altro codice. I successivi accertamenti hanno evidenziato l’esistenza di una struttura organizzata e ben rodata che gestiva abusivamente i rifiuti speciali e che il capannone era stato messo a disposizione dell’associaizone da Antonio Loprete.

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