Reggio Calabria. Bruciata dall’ex marito: nasce comitato per Maria Antonietta Rositani

E’ nato un comitato a sostegno di Maria Antonietta Rositani, la donna che lo scorso anno, a Reggio Calabria, fu bruciata dall’ex marito Ciro Russo, condannato nei giorni scorsi a 18 anni di reclusione per tentato omicidio. “La condanna – è scritto in una nota – ha fatto giustizia ma certamente non ha nemmeno lontanamente compensate le gravi ferite fisiche e morali che questo aberrante delitto ha lasciato nella vita di Maria Antonietta Rositani e in quella dei suoi figli”. I promotori sottolineano come la donna “è sopravvissuta ma da 450 giorni si trova in ospedale, ha subito decine di interventi, per le gravi ustioni subite che hanno colpito gambe, braccia, viso. Più del 50% del corpo è stato distrutto dalle fiamme, non potrà mai più lavorare, e forse nemmeno camminare. Attualmente Maria Antonietta è ricoverata in ospedale a Reggio Calabria ancora in condizioni critiche e quando sarà dimessa dovrà affrontare una dura riabilitazione nella speranza che possa recuperare alla migliore qualità della vita possibile. Dovrà affrontare ancora anni di cure e di interventi di chirurgia plastica recandosi in istituti specializzati del centro nord che richiederanno ingenti spese, cure che la porteranno ancora fuori da Reggio assieme ai suoi familiari ed in particolare al papà Carlo, il suo grande custode che non l’ha mai lasciata sola per un minuto”. “Con la sua forza d’animo, con la sua grande fede – prosegue la nota – Maria Antonietta sta dando alla città ed al Paese una grande testimonianza di voglia di riscatto, di ricerca di una nuova felicità. Ora però è il momento per lei di sentire concretamente l’abbraccio della città e della comunità che deve condividere le sue fatiche, alleviare per quanto possibile la sua sofferenza, sia a livello morale che economico, con l’auspicio che lo Stato, che non ha saputo proteggerla, possa dare almeno risposte garantendo gli indennizzi ed i sostegni previsti per le vittime di violenza in tema brevi”. Da qui la decisione di alcune associazioni impegnate a livello locale e nazionale a difesa delle donne e la parrocchia dell’Itria, d’intesa con l’avvocato di fiducia e la famiglia Rositani, di costituire un comitato che avrà il compito “di accompagnare il percorso personale e familiare della Rositani, una sorta di adozione di vicinanza”. Due gli obiettivi: “un aiuto subito attraverso un servizio di prossimità fatto di ascolto, sostegno accompagnamento psicologico e morale e una raccolta di fondi per coprire le spese delle cure di chirurgia plastica e di altri interventi”. Un altro obiettivo del comitato sarà quello di “farsi promotore della richiesta alla regione Calabria di dotarsi di una legge regionale che preveda un fondo da cui attingere in tempi rapidi per venire incontro alle esigenza di donne vittime di violenza. La sede provvisoria del comitato sarà presso lo studio legale del difensore della Rositani, l’avv Sandro Elia.

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