SCISSIONE CAMPORA-AMANTEA: COMITATO CIVICO SCRIVE AL PRESIDENTE MATTARELLA

Il Comitato civico “Amantea Unita” ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in qualità di garante dell’Unità nazionale, sia di quella territoriale che di quella Costituzionale.

Nel mirino la legge approvata dal Consiglio regionale della Calabria che porterà al referendum del 22 gennaio per separare la frazione di Campora San Giovanni da Amantea e ammetterla al territorio di Serra d’Aiello per far nascere il nuovo comune di Temesa.

LA LETTERA A MATTARELLA

Il Comitato civico “Amantea Unita” si rivolge alla S. V. per rappresentarle quanto segue:

  • Amantea è un Comune della Calabria con 13.272 abitanti; di questi 3.407 risiedono in una frazione, denominata Campora San Giovanni, distante qualche chilometro dal centro urbano principale ma ad esso funzionalmente collegata per servizi ed infrastrutture, in un continuum urbanistico sviluppatosi negli ultimi decenni lungo la nuova Strada Statale n. 18 delle Calabrie.
  • Recentemente, per effetto di una iniziativa separatista di campanile avviata nella frazione da parte di un Comitato denominato “Per il ritorno a Temesa”, la Regione Calabria ha attivato un procedimento legislativo finalizzato alla separazione della stessa dal Comune di Amantea ed alla aggregazione al piccolo Comune collinare contermine di Serra d’Aiello che conta soltanto 475 abitanti, con conseguente formazione di un nuovo Comune da denominarsi Temesa. Gli organi amministrativi del Comune interessato dalla scissione(Amantea), a gestione commissariale, non stati sentiti dal Consiglio regionale il quale ha assunto la propria decisione appena sei giorni prima dell’elezione del nuovo sindaco da audire.
  • Gli effetti di tale processo di separazione-aggregazione saranno: A) il nuovo Comune, Temesa, che nascerebbe avrebbe meno di 4.000 abitanti, precisamente 3.882; B) il Comune di Amantea, dopo l’eventuale distacco della sua frazione, scenderebbe al di sotto dei 10.000 abitanti, precisamente 9.865.
  • Alla luce di tutta la legislazione vigente in materia (art.15 Dlg.267/2000; L.R. n. 13/1983 e L.R. n. 15/2006; artt.117,119 e 133 Costituzione) nonché delle numerose pronunce dell’Alta Corte, sia nel caso di nascita di un nuovo Comune che nel caso di variazioni circoscrizionali tra Comuni contermini, né il nuovo Comune, né il Comune aggregante, né il Comune scorporato possono scendere al di sotto della soglia dei 10.000 abitanti. Invece né il Consiglio regionale né l’organo giurisdizionale amministrativo di primo grado adito hanno inteso considerare e far valere tale pregiudiziale di fatto, a nostro parere ineludibile perché posta a garanzia dell’ordinamento territoriale e costituzionale della Repubblica
  • Da una puntuale analisi delle condizioni di fatto e di diritto il procedimento in itinere della Regione Calabria che dovrebbe portare alla nascita di un nuovo Comune e contro cui si è costituito in giudizio il Comune di Amantea, contiene diverse violazioni della legislazione vigente e disattende le pronunce dell’Alta Corte. Così il Consiglio Regionale, per esempio, ha stabilito di concedere il diritto alla consultazione referendaria soltanto ai cittadini residenti nella frazione Campora san Giovanni e nel Comune di Serra, escludendo tutti gli altri cittadini di Amantea che, per effetto, dovrebbero subire la decisione sul loro futuro decretata da una minoranza e dai pochi elettori del Comune aggregante, con effetti giuridici e pratici dirompenti su tutta la sua dimensione istituzionale (elettorale, finanziaria, infrastrutturale ecc.). Con una tempistica incomprensibile, il Presidente della Giunta regionale ha fissato la data del referendum consultivo per il 22 gennaio 2023, deliberando appena otto giorni prima della pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dal Comune di Amantea, pronuncia poi sospesa.
  • Ove questo processo di disgregazione campanilistica di un Comune da parte degli abitanti di una sua frazione dovesse concludersi positivamente in dispregio delle disposizioni di legge ed in contrasto con la prassi virtuosa dell’unione tra Comuni, si creerebbe un pericoloso precedente che innescherebbe un effetto a catena, cioè la moltiplicazione dei piccoli Municipi, con conseguente scardinamento dell’assetto territoriale della Repubblica.

                                                             TANTO PREMESSO

IL Comitato “Amantea Unita” si rivolge a lei quale garante dell’Unità nazionale, sia di quella territoriale che di quella Costituzionale, affinchè possa valutare un suo intervento finalizzato ad impedire un pericoloso vulnus da parte di un Consiglio regionale all’assetto territoriale degli enti locali della Repubblica per come disegnato dall’attuale legislazione costituzionale e di merito.

 

 

 

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