NAUFRAGIO MIGRANTI. TRASFERITE ALCUNE SALME, GIORNALISTA AFGHANA TRA LE VITTIME

E’ stato autorizzato in serata il trasferimento verso l’estero delle prime salme delle vittime del naufragio di domenica 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato di Cutro.

Si tratta di quattro salme che verranno prelevate da un’agenzia di pompe funebri campana che le porterà all’aeroporto di Capodichino per essere poi imbarcate su un aereo con destinazione Pakistan.

Per quanto riguarda le altre salme sono finora una quarantina le richieste di trasferimento. Le vittime identificate sono 64 su 70, 57 dei quali Afghani. Tutti identificati i 16 minori deceduti.

Tra le vittime c’è anche la giornalista afghana Torpekai Amarkhel, 42 anni, un’attivista dei diritti umani per l’Onu, per il quale realizzava servizi fotografici sulla condizione delle donne in Afganistan.

Collaborava anche con la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan. Per questo la giornalista non poteva più vivere a Kabul e aveva intrapreso il viaggio verso l’Europa. Era salita sulla barca che è naufragata con i suoi familiari. Altri tre componenti, compresi due bambini, risultano ancora dispersi.

La sorella della giornalista, Mida, giunta a Crotone da Rotterdam, ha dato mandato al pool di legali creato a Crotone per assistere gratuitamente le famiglie delle vittime, di rappresentarla nel procedimento giudiziario che scaturirà dall’indagine in corso alla Procura della Repubblica di Crotone.

Le prime sepolture per le vittime avverranno domani. Nel tardo pomeriggio la prima bara, quella di un ragazzo afgano di 24 anni, Nizami Hamid, ha lasciato la camera ardente allestita nel Palamilone. L’inumazione secondo il rituale musulmano, su richiesta dei parenti, avverrà domani nel cimitero di Crotone.

Per quanto riguarda le altre salme sono finora una quarantina le richieste di trasferimento. Le istanze, raccolte attraverso operatori del terzo settore e funzionari dei comuni di Crotone e Cutro, sono state presentate alla Prefettura di Crotone. Gran parte dei trasferimenti richiesti è per l’Afghanistan mentre una minima percentuale verso la Germania dove vivono parenti delle vittime.

Il Ministero dell’Interno ha dato la disponibilità a coprire i costi per il trasferimento all’estero ma, soprattutto per le vittime afgane che sono la maggior parte si attende anche l’intervento della Farnesina.

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